Radio Rebelde è il sesto album in studio del gruppo folk Modena City Ramblers. Esso fonde ai tradizionali elementi folk della band, un sound che va dall'africano al sudamericano al napoletano classico.
| Radio Rebelde album in studio | |
|---|---|
| Artista | Modena City Ramblers |
| Pubblicazione | febbraio 2002 |
| Durata | 46:07 |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 13 |
| Genere | Patchanka Combat folk Folk rock |
| Etichetta | Universal / BlackOut |
| Produttore | Valerio Soave per Mescal |
| Registrazione | presso lo studio Splash di Napoli dal novembre 2001 al gennaio 2002 |
| Modena City Ramblers - cronologia | |
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(2004) | |
Lo stesso cd è stato registrato a Napoli e nella canzone di apertura, Ramblers Dub, si possono sentire fronne tradizionali napoletane sopra la tipica musica folk suonata dal gruppo. Un altro cambiamento si può notare nell'elettronica che è presente in numerose canzoni, allontanando sempre di più il suono dei Ramblers da quel folk allegro, leggero e senza batteria del primo album, Riportando tutto a casa; la scaletta delle canzoni si succede senza soluzione di continuità inframmezzato da parole, tra gli altri si riconosce Gino Strada, come se si stesse ascoltando una radio e ogni tanto si cambiasse canale. Franco D'Aniello impara a suonare, per quest'album, la tromba, Cisco inizia invece a suonare la chitarra
Il nome dell'album si rifà alla radio allestita da Che Guevara nel 1958 sulla Sierra Maestra, a Cuba, col fine di diffondere gli obiettivi del Movimento del 26 luglio capeggiato da Fidel Castro.
Meno numeroso è in questo album il numero delle canzoni, tredici, tra le quali si distinguono due pezzi strumentali, Ramblers Dub e Pirata Satellitare, canzone descritta come "breve e malata, come i tempi in cui viviamo". Il primo singolo uscito da questo cd è la seconda canzone, Una perfecta excusa, poesia affidata al gruppo dal poeta Luis Sepúlveda. La poesia era in realtà più lunga, ma i Modena hanno messo in musica solo le parti che si approssimano maggiormente al loro stile. La carretera austral è dedicata a Salvador Allende e parla del colpo di Stato di Pinochet, che una volta al potere costrui la famosa strada cilena.
In realtà la canzone di maggior successo è stata un'altra, La legge giusta, carica di furiosa ironia, diventata simbolo di molte manifestazioni e del cd stesso. La legge giusta è scritta in riferimento ad i fatti accaduti durante il G8 a Genova puntando il dito contro l'informazione che distorce le notizie senza approfondire ulteriormente gli argomenti trattati, e contro un governo che decreta leggi senza dare considerazione ad opposizione, sindacati e intellettuali. Un'altra canzone di denuncia è Primo potere, dedicata proprio agli otto grandi e alla loro politica estera, tesa solo ad aumentare le casse dei propri stati, senza dare conto dei danni provocati agli altri.
Newroz è il capodanno curdo, il primo giorno di primavera, il 21 marzo, il testo è di Dino Frisullo. L'album si chiude, dopo varie canzoni di protesta e di speranza, con un Triste, solitario y final dedicato all'incapacità di apprezzare le cose semplici che circondano l'uomo, esasperato da una società troppo frenetica e consumistica per permettergli di fermarsi ad ascoltare la pioggia quando cade, titolo ispirato all'omonimo libro di Osvaldo Soriano.
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