music.wikisort.org - CantanteIdir, pseudonimo di Hamid Cheriet (Aït Lahcène, 25 ottobre 1945 – Parigi, 2 maggio 2020), è stato un cantante e musicista berbero con cittadinanza algerina.
Idir è un nome tradizionale berbero, che significa "vivrà " e viene dato a scopo beneaugurante.
Biografia
La fama di Idir, indubbiamente tra i cantanti berberi più conosciuti al di fuori del suo paese, fu dovuta soprattutto al suo pezzo d'esordio, A vava inouva (1973), che è stato tradotto in numerose lingue. Si tratta di una composizione orecchiabile, composta a partire da una ninna nanna tradizionale, con le parole del poeta Ben Mohamed. Idir eseguì questo brano per la prima volta alla radio quand'era ancora studente liceale, inventandosi in quell'occasione lo pseudonimo che lo avrebbe reso celebre, per non far capire ai propri genitori che stava intraprendendo una carriera artistica.
A vava inouva ebbe un successo immediato, tuttavia in seguito Idir produsse un numero limitato di album (contenenti spesso remix di canzoni già pubblicate in precedenza). Molti dei suoi pezzi sono basati su testi di Ben Mohamed.
Benché animato dalla intenzione di mantenere viva la propria lingua e le tradizioni della Cabilia, Idir fu sempre molto aperto all'incontro con altre lingue e culture, esibendosi spesso insieme ad altri artisti; tra gli altri, collaborò con il bretone Alan Stivell, Manu Chao, Dan Ar Braz, Maxime Le Forestier, Karen Matheson e i gruppi Gnawa Diffusion e Zebda (nell'album Identités del 1999).
Idiri è morto a Parigi nel 2020 all'età di 74 anni a seguito di una fibrosi polmonare da cui era affetto da anni.[1][2]
Discografia
- A vava inouva, (1976)
- Ay arrac nneɣ, (1979)
- Les chasseurs de lumière, (1993)
- Le petit village, (cantato dal coro Tiddukla sotto la direzione di Idir, autore anche delle musiche)
- Identités, (1999)
- Deux rives, un rêve, (2002)
- Entre scènes et terre, (live) (2005)
- La France des couleurs, (2005)
- Sous le ciel de Marseille, featuring Kenza Farah, (2008)
- Idir, (2013)
- Ici et ailleurs, (2017)
Note
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni
- Biografia di Idir sul sito di Radio France Internationale, su rfimusique.com. URL consultato il 31 gennaio 2006 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2006).
- kenza farah : le site kenza farah ft idir
- (FR) Sito ufficiale, su idir-officiel.fr.

- Idir, su Last.fm, CBS Interactive.

- (EN) Idir, su AllMusic, All Media Network.

- (EN) Idir, su Discogs, Zink Media.

- (EN) Idir, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.

- (EN) Idir, su Internet Movie Database, IMDb.com.

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[en] Idir (singer)
Hamid Cheriet (Kabyle: Ḥamid Ceryat; 25 October 1949 – 2 May 2020),[1] better known by his stage name Idir, was an Algerian Kabyle singer-songwriter and musician. Referred to as the "King of Amazigh music", he is regarded as one of the more significant modern day figures in Algerian and Amazigh culture, history, and struggle. Along with musicians like Ferhat Mehenni and Lounis Aït Menguellet, Idir helped popularize Raï folk music.[2]
[es] Idir
Idir, nombre artístico del cantautor Hamid Cheriet (Beni Yenni, 25 de octubre de 1945 - París, 2 de mayo de 2020),[1] fue un cantante argelino, considerado uno de los máximos exponentes de la música folk amazig.
[fr] Idir
Idir, nom de scène d'El Hamid Cheriet (en kabyle : Ḥamid Ceryat, en tifinagh : ⵃⴰⵎⵉⴷ ⵛⴻⵔⵢⴰⵜ), né le 25 octobre 1945[1] à Aït Yenni, Kabylie[1] (Algérie) et mort le 2 mai 2020 à Paris 18e (France)[1],[2],[3], est un chanteur, auteur-compositeur-interprète et musicien kabyle.
- [it] Idir
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