Into the Void è un brano musicale dei Black Sabbath, contenuto nel loro album del 1971 intitolato Master of Reality, del quale è la traccia conclusiva.
| Into the Void | |
|---|---|
| Artista | Black Sabbath |
| Autore/i | Ozzy Osbourne Tony Iommi Bill Ward Geezer Butler |
| Genere | Heavy metal |
| Edito da | Vertigo Records Warner Bros. |
| Pubblicazione originale | |
| Incisione | Master of Reality |
| Data | 21 luglio 1971 |
| Durata | 6 min: 11 s |
| (EN)
«Leave the earth to Satan and his slaves... |
(IT)
«Lascia la Terra a Satana e ai suoi schiavi... |
| ((Black Sabbath, Into the Void) | |
Una versione embrionale di Into the Void chiamata Spanish Sid è stata pubblicata come traccia bonus nell'edizione deluxe di Master of Reality.
Essendo notevolmente differente dal resto della canzone, la cupissima introduzione di Into the Void è conosciuta presso i fan e gli addetti ai lavori con il nome The Death Mask.[1]
Vari artisti hanno reinterpretato il brano, inclusi i Kyuss, gli Sleep, i Cavity, gli Exhorder, i Lumsk, i Soundgarden, i Melvins, i Monster Magnet, gli Orange Goblin, e i 76% Uncertain.
Nella versione dei Soundgarden, contenuta nel loro EP SatanOscillateMyMetallicSonatas, il testo originale della canzone è stato sostituito con delle frasi di protesta ad opera del capo indiano Seattle.[2] Ai Grammy Awards del 1993, il brano, appropriatamente reintitolato per l'occasione Into the Void (Sealth), ha ricevuto una nomination nella categoria Best Metal Performance.[3]
| Into the Void | |
|---|---|
| Artista | Kyuss |
| Tipo album | Singolo |
| Pubblicazione | 6 settembre 1996 |
| Album di provenienza | Kyuss/Queens of the Stone Age |
| Genere | Stoner rock |
| Etichetta | Man's Ruin Records |
| Produttore | Kyuss & Hutch |
| Registrazione | Rancho de la Luna, Joshua Tree, California |
| Kyuss - cronologia | |
Singolo precedente Shine! (1996)Singolo successivo
— | |
Nel 1996 i Kyuss pubblicarono su singolo una loro versione di Into the Void. Il singolo fu pubblicato dopo lo scioglimento della band, dalla Man's Ruin Records, stampato su vinile viola e arancio "10.