Shapeshifter è il settimo album dei Gong, pubblicato per la prima volta in Francia dalla Celluloid Records nel 1992. È il primo lavoro dei Gong registrato in studio con la partecipazione del fondatore Daevid Allen dai tempi di You, il terzo disco della "Trilogia di Radio Gnome Invisible", del 1974.
| Shapeshifter album in studio | |
|---|---|
| Artista | Gong |
| Pubblicazione | ottobre 1992 |
| Durata | 40:13 |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 22 |
| Genere | Rock progressivo[1] Space rock[1] Rock psichedelico[1] |
| Etichetta | Celluloid |
| Produttore | Dino Watkyn, Nigel Gilroy |
| Registrazione | Studio Davout di Parigi, tra il settembre 1991 e il luglio 1992, eccetto i brani 14 e 15, registrati dal vivo al "A L'Ouest De La Grosne", Bresse-sur-Grosne il 1º maggio 1992[2] |
| Formati | CD |
| Gong - cronologia | |
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(2000) | |
Negli album che erano seguiti a You, il leader del gruppo era diventato il batterista Pierre Moerlen e con diverse formazioni i Gong avevano inciso ancora tre album, l'ultimo dei quali è stato Express II del 1978.[3] Il profondo cambio di sonorità di questi album rispetto ai precedenti e conflitti interni alla band portarono Moerlen a staccarsi dal poco che rimaneva dei Gong originali e rifondare nel 1979 una propria band dal nome Pierre Moerlen's Gong.[4]
Con Shapeshifter il gruppo ritorna alle sonorità che gli erano proprie nei primi anni settanta, i testi sono intrisi del dadaismo e della psichedelia che hanno caratterizzato i lavori di Allen, mentre la musica è rivitalizzata dal tipico glissando di Daevid alla chitarra e dalla sua inconfondibile voce densa di ironia, nonché dal contributo di altri due dei membri storici dei Gong: l'energico Pip Pyle alla batteria e Didier Malherbe con i suoi sorprendenti fiati.[1]
Oltre ai brani eseguiti nello stile classico del gruppo, vi sono tracce acustiche simili a quelle dei lavori di Allen nel periodo immediatamente seguente alla sua uscita dalla band nel 1975. Altri brani si rifanno alla techno-dance music, pur mantenendo un'impronta di originalità. La traccia Heaven's Gate abbraccia diversi stili e ritmi, in particolare il funky e il jazz. Strumentali e dal vivo sono i brani Can You: You Can e Goddess Invocation Om Riff, un misto di space rock e fusion la prima e un jazz psichedelico la seconda, che è la bonus track nell'edizione del 1997. Il titolo Shapeshifter (in italiano: mutaforma) si adatta al mix di stili esibiti nelle diverse tracce, che attesta la vitalità della band.[5]
Il disco riprende i temi della mitologia Gong, abbandonati nel periodo in cui Moerlen era a capo del gruppo, tanto da essere considerato il quarto capitolo di "Radio Gnome Invisible".[6] L'eroe della saga ideata da Allen, Zero the Hero, incontra in quest'album uno sciamano di città che lo conduce a un nuovo livello di consapevolezza, a patto che trascorra nove mesi su un aeroplano, viaggiando ovunque voglia senza spendere denaro e mangiando soltanto il cibo fornitogli dalla compagnia aerea. Zero alla fine muore in Australia, in circostanze misteriose. Allen ha scritto e illustrato un libretto con dettagli sull'album originale, in particolare sulla storia di Zero, descrivendo il collegamento esistente tra Shapeshifter e gli album della trilogia.[6][7]
Nella bonus track Goddess Invocation Om Riff, inserita nell'edizione del 1997 intitolata Shapeshifter + e pubblicata dalla Lightyear, compare Gilli Smyth, ex compagna di Allen e cofondatrice dei Gong. Nel brano si esibisce nei caratteristici space whispers, i "sussurri spaziali" che l'han resa famosa. Un altro ritorno in questa traccia è quello del bassista Mike Howlett, già presente in due dei tre dischi della "Trilogia di Radio Gnome Invisible".[8]
Nella stessa edizione, la prima pubblicata negli Stati Uniti,[5] mancano invece i due brani Là Bas Là Bas e I Gotta Donkey, presenti nell'edizione originale.[2]